Trend alert: il bento box per un divertente rientro a scuola

Puntuali come a ogni settembre, si stanno riaprendo in questi giorni i cancelli delle scuole di tutta Italia, pronte ad accogliere nuovamente gli studenti di ogni età.
Allo stesso modo, dopo un mesetto di pausa estiva, torno al lavoro anch’io sul blog. E lo faccio con questo post dedicato appunto a quello che ormai viene definito anche in Italia come il momento del back to school.

Eh già, perché, se è vero che si riaprono le porte delle aule scolastiche, è altrettanto vero che tutti i giorni, a metà mattinata, torneranno a suonare le campanelle che annunciano l’inizio della ricreazione, quel momento di pausa che i vostri bambini e ragazzi condividono con i compagni chiacchierando e consumando la loro merenda.

Tasto dolente quello dell’alimentazione infantile.
Se da un lato, infatti, i dati più recenti del Ministero della Salute mostrano, negli ultimi tre anni, una diminuzione di casi di obesità infantile, dall’altro l’Italia resta ancora tra i paesi maglia nera in questo senso.

La mia idea per “celebrare” questi giorni di rientro a scuola è quindi quella di darvi uno spunto, come sempre diverso e originale, per preparare uno snack di metà mattina divertente e accattivante ai vostri bambini. Qualcosa che riesca, con creatività, a battere la concorrenza delle merendine piene di conservanti e colesterolo del distributore.

A cosa ho pensato?
Semplice, al bento box tipico della cultura giapponese! È una cosa di cui volevo parlarvi già da un po’ perché la ritengo interessante anche per la storia e le tradizioni che si porta dietro, e penso che questa sia l’occasione perfetta per farlo.

Mi spiego meglio perché sicuramente è una cosa che conoscono in pochi.
Il bento box, detto in parole povere, non è nient’altro che quello che i milanesi chiamano “schiscetta” e gli anglofoni “lunch box”.
Il cestino, insomma!

È lo spuntino che tutte le mattine le mogli e mamme giapponesi preparano per marito e figli che vanno al lavoro e a scuola.
E che novità è, vi chiederete voi. In fondo anche da noi si sono sempre preparate le merende a casa per i figli che vanno a scuola.

Vero! Ma una differenza c’è ed è che le donne giapponesi non stanno solo attente a curare la preparazione dei cibi che mettono nel bento box, non si limitano a fare due fette di pane e mortazza avvolte nel Rotolone Regina, ma preparano e dispongono i cibi con tutto lo spiccato senso estetico dei giapponesi.

La preparazione del bento box è un vero e proprio rito per le massaie giapponesi, così come lo è il consumo per i mariti e i figli che ne beneficiano.
Il cibo del bento box non deve infatti essere solo gustoso ma anche carino e gradevole esteticamente.
Le povere signore giapponesi ogni mattina si “scervellano” a inventare nuove forme, intagli particolari, disposizioni creative che possano regalare alle persone che amano anche un momento di leggerezza e ironia, oltre che di ristoro.

La loro abilità e la loro fantasia, sono indici di profondo amore e infinita dedizione verso le persone per cui preparano il bento box e infelice è il giapponese che, aprendo il suo bento box davanti a colleghi o compagni, si trova il cibo disposto e preparato in maniera ordinaria. C’è quasi una sorta di tacita competizione a chi ha il bento box più curato e kawaii (che in giapponese vuol dire delizioso, carino) e, dunque, la mamma o la moglie più premurosa.

Quello che arditamente vi propongo io è di mutuare, mitigandola un po’, questa consuetudine delle mamme giapponesi, riadattandola ai gusti italiani, alla nostra cultura, ai vostri ritmi e alle preferenze dei vostri figli.
È impegnativo, lo so, mi rendo conto che, soprattutto per le tante mamme che oggi lavorano, è molto più semplice infilare una crostatina del Mulino Bianco nello zainetto, dare i soldi per prendere dei wafer al distributore o fermarsi al forno e comprare una pizzetta. Non dico che dobbiate farlo tutti i santi giorni, ma magari una volta a settimana o una volta al mese, perché non provare a viziare il proprio figlio con una merenda sana, homemade e fantasiosa?
Scommettiamo che i compagni gliela invidieranno e inizieranno a trovare tristissimi i wafer del distributore?

Come si prepara, però, un bento box degno di questo nome?
Come vi dicevo prima, non ci appiattiremo del tutto sui modelli giapponesi perché vorrebbe dire fare pallottine di riso in bianco tutto “appiccicato” e a forma di Hello Kitty e sono sicura che nessun bambino italiano lo mangerebbe.

Di idee fattibili e più vicine ai nostri gusti se ne trovano tante in rete e su Pinterest, vi basterà cercare “childrens bento box ideas” o “kids bento box” et voilà, vi si aprirà un mondo. (Non cercate in italiano perché trovate poco e niente, queste ricerche si fanno sempre in inglese).

Quello che ho improvvisato io a casa è composto da un panino al latte con formaggio e prosciutto cotto foggiato a mo’ di pesciolino. Ho aggiunto poi la parte più sana della merenda, quindi qualche pomodorino e un po’ d’uva. Infine, qualche biscottino con le meringhe per inserire anche un dolcetto sfizioso.


Può piacere o non piacere la forma, l’idea, e in questo caso ne troverete altre che vi piacciono di più, ma credo che la formula perfetta di un bento box “all’italiana” possa essere appunto questa: qualcosa di sostanzioso (il panino), una o due componenti healthy (frutta e/o verdura) e un piccolo dolcetto. Soprattutto se avete un golosone non esagerate con la parte sfiziosa del dolcetto altrimenti sarà portato a trascurare quella healthy.

Per fare il pesciolino ho semplicemente ritagliato il formaggio a forma di due cuoricini per fare la pinna e la “boccuccia” e un tondino per fare l’occhio insieme a un dischetto di oliva nera denocciolata.
È stato semplicissimo. Se avete il tagliabiscotti, davvero, è più a dirsi che a farsi.

Altre idee simpatiche possono essere il granchietto fatto con metà mela verde e gli acini d’uva come potete vedere nelle foto, sui libri.
Oppure gli ombrellini fatti con i formaggini BabyBel tagliati a metà e le cannucce dei succhi di frutta.

Per quanto riguarda il contenitore, invece, io ho preso questo da Tiger e poi l’ho diviso all’interno usando dei contenitori tipo Tupperware e dei pirottini da muffin.

Che dite? Vi piace questa idea del cestino/bento box per i vostri bimbi?
Non è un modo carino di pensare a loro e allietare le loro mattinate a scuola?
Io sono sicura che vi divertirete anche voi a lasciar andare a briglia sciolta la fantasia.
Oltretutto, bento box a parte, vi verranno un sacco di idee utili per rendere più accattivante il cibo anche a quei bambini che mangiano poco o con difficoltà.

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